Parigi
RECENSIONE

RECENSIONE | Il primo bacio a Parigi

Buon salve lettori, prosegue la mia challenge per recuperare letture perse negli ultimi 10 anni, oggi sono tornata a Parigi con il dolcissimo libro di Stephanie Perkins.

Il primo bacio a Parigi
Publisher:
Published: 2010
Anna è pronta a passare un ultimo anno di liceo indimenticabile insieme alla sua migliore amica e a un ragazzo che sta per diventare il suo ragazzo. Ma il padre ha deciso di regalarle un’esperienza altrettanto indimenticabile: un anno in una scuola internazionale a Parigi! Peccato che Anna non riesca a prenderla con altrettanto entusiasmo: non sa una parola di francese, si sente l’ultima arrivata e non riconosce neanche il cibo che trova a mensa.…

Recap delle letture precedenti: Il rilegatore (2019) – Colpa delle stelle (2012) – The hate u give (2017)

Questo libro ha una storia un po’ particolare, è stato il primo libro che ho letto e recensito nel lontano 2017 nel mio vecchio blog, poi sono tornata a Parigi e alla libreria Shakespeare and Co ho preso, tra gli alti titoli, Anna and the french kiss con l’immancabile timbro della libreria.

Quindi ho deciso di leggere questo libro in lingua per la mia challenge, in quanto ho perso un po’ la mano con i libri in originale e la Perkins è un ottimo modo per allenarsi, scrittura semplice e scorrevole. Pochi modi di dire che si conoscono (o che su internet si traducono benissimo!)

Poi lo confesso ehm non ricordavo molte parti!!

Bene detto questo, Il primo bacio a Parigi è ambientato a Parigi nei nostri tempi (considerate che è stato pubblicato nel 2010), fa parte di una trilogia anche se tutti i volumi sono autoconclusivi!

Questo libro è molto piacevole, è un Young Adult, quindi capiamoci è un libro per ragazzi senza troppe pretese!

La storia segue la vicenda di Anna che è stata mandata dal padre in un collegio a Parigi per seguire il suo ultimo anno di liceo prima del college. Anna soffre questa imposizione e si sente sola, ma arrivano in suo soccorso amici e coraggio.

Il libro è piacevole, sarà l’isolamento ma sto leggendo solo libri piacevoli e leggeri senza troppe pretese se non quella di distrarmi e farmi rivivere emozioni.

Le note positive di questo libro sono tante: dal gruppo di personaggi per delineato e variopinto, alla protagonista con una crescita, alle ambientazioni, Parigi è sempre Parigi e la vista dalle guglie di Notre Dame me la riesco ancora a vedere. (piango ancora per quell’incendio maledetto!!!!!!!)

Parlando dei personaggi, Anna l’ho amata alla follia, ironica, divertente, un po’ fuori dai canoni classici! Lei è il motore del libro, le sue scelte e il suo destreggiarsi tra personaggi e città ci fanno vivere con lei il cambiamento. Parigi la cambia, come ogni esperienza all’estero ti fa crescere e rivalutare determinate cose, e questo fatto l’ho trovato totalmente reale e le sue riflessioni mi hanno colpito. È un libro per ragazzi, ma non è un libro stupido!

Per non parlare degli altri personaggi, sicuramente Etienne St Clain è quello che mi ha infastidito di più ma che anche con il suo oscillare lo rendeva vero. Un tipico ragazzo 18enne che si trova davanti a delle belle emozioni e non sa come comportarsi, questi uomini!

I ragazzi della SOAP mi hanno conquistato, tutti particolari, tutti inseriti perfettamente nella storia di Anna. Tra di loro ho apprezzato Rashmi, avrei sicuramente voluto leggere di più di lei, il suo intervento è forse quello che mi ha colpito di più e aiuta Anna a uscire fuori dalla sua situazione.

Questi personaggi, dai ragazzi ai genitori mi hanno conquistato perchè l’autrice è riuscita a tratteggiare ogni carattere, sono riuscita a immaginarmeli tutti, pregi e difetti. Compresa Anna, conosciamo i suoi punti di forza ma anche quelli di debolezza.

Il ritmo è accattivante non ti staccheresti mai dal romanzo e quando finisce senti un vuoto nell’aver perso Anna e Etienne.

Per non parlare poi di Parigi, come vi dicevo l’ambientazione è magnifica, si riesce a respirare l’aria parigina, anche se ovviamente non è descritta Parigi chimoletro per chilometro.

Il percorso di formazione di Anna mi ha meravigliato, fino all’ultimo non immaginavo che l’autrice potesse sviluppare così bene determinate riflessioni. Il sentirsi a casa o soli, l’abbandonare dietro di se persone e affetti. Anna vive tutto questo tra alti e bassi, tra consapevolezze e delusioni.

Lo stile è scorrevole, in italiano l’ho riletto in un giorno, in inglese ci ho messo qualche ora in più ma è comunque molto scorrevole e comprensibile. La leggerezza è spiazzante, l’allegria e la voglia di cambiare e crescere anche!

Il libro parla dell’esperienza Erasmus quando ancora non era una cosa consueta, fa riflette con la leggerezza e semplicità che lo contraddistingue sul sentirsi a casa.

Giudizio: 4/5

★★★★

La casa è quel posto dove puoi essere te stesso senza maschere

Leggetelo, se non l’avete ancora fatto e se avete voglia di allenare il vostro inglese, leggetelo in lingua, la Perkins si apprezza! Sicuramente recupererò gli altri due libri perché ogni tanto ci vuole del frivolo lieto fine!