10 MOTIVI PER CUI LEGGERE FA BENE

CIAO lettori, oggi è la giornata mondiale del libro, e anche se non sono amante delle “giornate mondiali di..” oggi sono qua per dirvi i miei 10 buoni motivi per leggere. Perché diciamocelo, leggere aiuta veramente a vivere bene e ogni occasione è buona per parlare di libri!!

1. Leggere,…

Recensione | LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO

Salve, salvino, miei bellissimi lettori, oggi vi propongo una (vecchia) recensione di un libro che ho AMATO. Libro che si è guadagnato l'oscar del miglior libro del 2016.

Libro che mi aveva veramente stregato, vediamo se sarà apprezzato anche da voi.. Partiamo con la scheda dati.

Ci sono libri che ho letto prima di aprire il blog ma di cui sento il bisogno di parlarvene, perchè sono quei piccoli gioielli che tutti, ma tutti TUTTI devono proprio conoscere. Mi sono sentita in dovere di scrivere la recensione anche a distanza di due anni perchè l'ennesima persona che ha letto il libro, grazie al mio suggerimento, lo ha trovato meraviglioso e unico. Spero che lo sia anche per voi, perchè se siete alla ricerca di un libro unico, questo lo è!! Ha tutto, un personaggio particolare Michele, una storia di ricerca e riscoperta di se stessi, una storia d'amore non convenzionale, è ironico e divertente ma anche toccante e profondo.

La trama è bizzarra, originale e accattivante. Ci sono colpi di scena uno dietro l'altro, alcuni me li aspettavo, altri no e mi hanno fatto leggere, divorare, apprezzare questo libro. Ogni singola pagina.
Michele, il protagonista, è un personaggio bellissimo: nella sua infinita solitudine e tristezza incontra Elena un vulcano in eruzione. Elena è vita, è arcobaleno, è allegria, è tutto quello che Michele si è imposto di non essere dopo la partenza di sua madre quando lui era ancora un bambino. Michele è diffidente, solitario, chiuso nel suo mondo di oggetti smarriti, dove lui per primo si sente un oggetto smarrito, addandonato e mai reclamato.

"A proposito. Tu di che colore sei?"
Michele si sentì spiazzato.
"Che... che vuoi dire?"
"Voglio dire che ognuno di noi, se ci pensa bene, si sente di un colore."

L'intervento di Elena è la spinta iniziale per il viaggio di Michele, lei è la prima persona che va da Michele, in quanto custode del treno a reclamare un oggetto smarrito. L'altro stimolo del romanzo è quell'oggetto tanto prezioso per il Michele bambino, che quando lo ritrova il Michele adulto sembra quasi impossibile che sia lo stesso. Con questo ritrovamento si riaccende la curiosità di Michele verso il mondo che scopre non essere fatto solo di oggetti smarriti e mai reclamati.

Il viaggio è bellissimo, costellato da imprevisti e incontri al limite del reale: è il ritorno di Michele alla vita, il suo percorso di crescita. Tutti noi ci troviamo alla continua ricerca del nostro orso polare (leggete il libro così capirete!), paradiso terrestre o semplicemente di un pizzico di felicità e questo libro è tutto questo.

Le confessò di aver capito che tutti hanno il diritto di seguire un orso bianco, perchè rinunciare a farlo vuol dire, semplicemente, rinunciare a vivere.

Ho amato moltissimo che tutto si sia svolto in un lasso di tempo breve, ha accelerato ancora di più l'intensità del romanzo, soprattutto perchè effettivamente i primi due capitoli risultano un po' più lenti rispetto all'intero romanzo.

Lo stile di Basile mi ha proprio conquistata, emozionante, sempre giusto per ogni prospettiva, dinamico, chiaro ma articolato che riesce a trasportati dentro una storia ricca di emozioni e colori. E vi faccio un piccolo spoiler perchè il 24 Maggio esce il nuovo libro dell'autore e io sono già lì alla Feltrinelli che non vedo l'ora di leggerlo.

Questo libro è un urlo alla vita, un urlo di liberazione, di allegria, di voglia di vivere, di tornare a vivere.
Michele ha avuto bisogno di una spinta dal Destino, da Elena, ma alla fine torna a vivere. E' un messaggio bellissimo, quello che l'autore trasmette. Ho amato tantissimo Elena, il suo modo di vivere e vedere le cose, ma ancora di più, ho amato Michele che riesce a sbloccarsi, ad uscire dalla sua routine classica.

Mi ha fatto pensare, riflettere perchè so purtroppo che chi ha perso fiducia in una persona cara ha sempre delle difficoltà nel ritornare a fidarsi. Ma come è successo per Michele, tutti abbiamo un Elena che ci aspetta con il suo fiume in piena di parole, pronta a portarci a galla, a respirare.

Questo è il bello di trovare un libro che ti entra dentro, che sembra parlare di te, che ti aiuta a capire.
Lo consiglio a tutti quelli che hanno paura di affrontare le scelte, vi ritroverete immersi nell'arcobaleno Elena e capirete che la vita è bella e va vissuta in tutte le sue sfumature e non nella scala del grigio.

Se volete acquistarlo seguite il link così da continuare a sostenere questo progetto!



Fatemi sapere se lo leggerete e ovviamente di che colore siete? Io rosso.


Giudizio: 5/5
★★★★★
Tu di che colore sei?

Recensione | IL RUMORE DEI TUOI PASSI

Ciao lettori, sono tornata tra di voi con una nuova recensione. Un libro che volevo leggere da molto tempo, un'autrice di cui avevo sentito parlare e che volevo sperimentare anch'io. Tante aspettative altissime che sono state ripagate in pieno. Quindi iniziamo con la scheda dati che ho molte cose da dirvi.

Erano anni che volevo leggere qualcosa di Valentina d'Urbano ma avevo sempre rimandato. Poi un giorno, durante un giro in libreria, ho trovato il suo romanzo d'esordio in promozione a 5€ e non me lo sono lasciato sfuggire. Ero super curiosa di leggerlo e infatti dopo neanche un mese eccomi qua a parlarvene (un mese per me è pochissimo vuol dire che gli ho dato la priorità alta eheh).

Questo libro è un pugno allo stomaco per le emozioni, forti e dirette, che ti colpiscono e ti stordiscono, lasciandoti con l'amaro in bocca e la voglia di urlare al mondo. È un libro cruento con una spiccata nota negativa e pessimista che forse non consiglierei a tutti, soprattutto agli adolescenti, dato che già io che ho 23 anni ho fatto fatica a tirarne fuori un messaggio che non fosse solo droga e degrado.

Infatti la storia è ambientata in un quartiere degradato chiamato la Fortezza, un luogo dimenticato e abbandonato in cui la speranza e il futuro sono mera illusione per gli abitanti. Alla Fortezza non si sogna, non si spera, si sopravvive con quel poco che si ha e si cerca di non morire giovani.
Gli abitanti accettano questo luogo come unica casa, come il loro spazio nel mondo, lontano dalle città, dalla vita normale degli altri.
In questo ambiente vivono i nostri protagonisti, Alfredo e Beatrice; due ragazzini che fin da piccoli hanno condiviso tutto, vivendo quasi in simbiosi.

Ci prendevamo in giro. Cercammo di smettere di essere uguali, ma non ci riuscimmo mai. Ci eravamo contaminati.

Il libro si sviluppa seguendo il racconto di Beatrice dalla sua infanzia alla sua età adulta. Lei è il motore del romanzo, la voce narrante che ci porta negli anni Settanta e Ottanta. È la nostra lente di ingrandimento che mette a fuoco sentimenti contrastanti, emozioni forti e esperienze che ci tengono con il fiato sospeso.
È un personaggio molto particolare che in alcuni momenti ho amato moltissimo per la determinazione ed in altri odiato per la sua possessività ed egoismo.
Lei ci parla del rapporto, quasi malato, che aveva con Alfredo; quel legame che più volte le ha impedito una ribellione che era in lei. Infatti se tutti i personaggi risultano vincolati alla Fortezza, Beatrice è l'unica che ha quella spinta verso l'esterno, il diverso, l'ignoto che potrebbe rendere la sua vita migliore. È un personaggio che mi ha spiazzato molte volte, per la freddezza dei gesti o per la dolcezza di parole che non sapeva neanche di conoscere.

Da questo libro si percepisce come il sentimento di amicizia sia un tema centrale, un sentimento che assume anche lui i connotati degradati come il luogo in cui vivono i due ragazzi. Un messaggio forte che mi ha fatto riflettere e che forse non condivido in pieno, secondo cui il luogo in cui vivi condiziona la tua vita.

Ma il libro è molto altro, è un viaggio diretto, in alcuni tratti anche crudo e spietato, in una realtà che forse tendiamo a non considerare, ma che esiste, fatta di droga, povertà, aborti e violenze. Una realtà che l'autrice è riuscita a descriverci senza mezzi termini, senza paura, coinvolgendo il lettore pagina dopo pagina con uno stile freddo ma diretto.

La cosa che mi ha conquistato di più di questo libro è proprio il rapporto contrastato, per molti versi quasi malato, tra Alfredo e Beatrice. Loro mi hanno strappato il cuore, fatto a pezzi e poi ricomposto con la freddezza e l'amore di Beatrice; forse in alcuni momenti mi è sembrato esagerato ma loro erano così esagerati nelle dimostrazioni di affetto, che potevano sfociare anche in violenza.

Io non avevo mai odiato nessuno come odiavo lui in quel momento.
E non avevo mai amato nessuno come sentivo di amare lui in quell'istante.

Il finale del libro mi ha lasciato senza parole; è un libro che si legge in pochi giorni perchè coinvolge il lettore, ma il finale, credo che le ultime 100 pagine le ho lette senza prendere fiato, senza alzare gli occhi e senza ascoltare il mondo fuori. Mi ha lasciato più volte con la bocca aperta e con una fitta al cuore.

Consiglio il libro a chi è disposto a conoscere una realtà diversa e un personaggio, Beatrice, che vi stupirà per i suoi modi. Attenti però a non giudicare e puntare il dito, perché con libri in questo modo è facile giudicare queste realtà come quelle qui descritte.

Io sicuramente leggerò altro di questa autrice e anche il libro "Alfredo" che dovrebbe riprendere questi stessi eventi. Lo stile di quest'autrice è tutto da scoprire e sicuramente questo esordio letterario mi ha conquistato.

Giudizio: 4/5
★★★★
l'amore può subire il degrado del luogo in cui nasce?