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ECOnsuelo | Come ho deciso di aiutare l’ambiente con le mie abitudini

Buon salve carissimi, oggi un articolo della nuova me, quella che cerca di aiutare l’ambiente, fa spese sostenibili e cerca modi alternativi per sopperire al monouso. Dopo la recensione del primo volume delle cronache del ghiaccio e del fuoco, oggi parliamo di ambiente.

Cosa mi ha spinto a cambiare stile di vita per aiutare l’ambiente? 

Gli incendi senza controllo di Australia, il freddo non più tanto freddo dell’Alaska, quel Climate Clock che martellava spingendoci ad un’azione ancora possibile oggi. Tanti sono i fattori che mi hanno spinto a cambiare e devo ringraziare alcune ragazze che seguo su Instagram che mi hanno aperto gli occhi su molte cose, aiutandomi anche a informarmi su cosa succede nel mondo. Tra le prime ricordo Letizia e le sue stories sul Fast Fashion.

Qualcosa è scattato dentro di me, la risposta “va beh ma io sono una sola non cambierò mica il mondo” iniziava a starmi stretta e ogni volta che la me accondiscendente diceva “non cambierai mai il mondo”, la me rivoluzionaria diceva” basta, inizio io a cambiare”.

Quindi eccovi la me rivoluzionaria che ha deciso di cambiare le sue abitudini per aiutare l’ambiente in cui viviamo.

Questo post non è per convincervi a cambiare ma per farvi vedere come cambiare delle piccole abitudini possa aiutare veramente, fare il primo passo non è poi così difficile. 

Come ho iniziato a cambiare per l’ambiente? 

aiutare l'ambiente

Volendo iniziare da me ho pensato di modificare la mia beauty routine. 

Primissima cosa che ho acquistato sono stati i dischetti lavabili, che uso sia per struccarmi che per il tonico.

[Promemoria per voi se volete acquistarli vi consiglio di scegliere il materiale più adatto: bambù per pelli che non hanno particolare esigenze, microfibra per pelli delicate e sensibili risultano i più morbidi di tutti, poi quelli in bambù e cotone che sono un giusto compromesso] 

Io ho comprato il set da 20 pezzi in cotone e bambù, tondi, leggermente più grandi di quelli monouso, li smacchio con un po’ di sgrassatore e poi li lavo in lavatrice, nel loro apposito sacchetto. Li ho da più di un anno, non se ne è rovinato neanche uno.

E’ la prima cosa che vi consiglio a tutte voi, semplici da usare e vi faranno vedere con che estrema facilità si può sostituire il monouso. 

Dopo i dischetti lavabili c’è stato lo spazzolino. Qua ne ho provati molti, quelli in bambù che inizialmente creano una sensazione strana in bocca, leggermente più problematici in quanto il ristagno d’acqua li fa annerire. Consiglio spassionato se volete provare cercate quelli in bambù ma con anche le fibre biodegradabili. 

“Il bambù non mi piace, è strano”, niente di più semplice passiamo agli spazzolini in plastica biodegradabile oppure a quelli dove si sostituisce solo la testina. (l’impatto non è zero come i dischetti lavabili ma si aiuta tantissimo l’ambiente, un solo spazzolino impiega mille anni per decomporsi!)

Per finire questa carrellata di primi prodotti passiamo allo shampoo solido. Va da se che ho già eliminato il sapone mani sostituendolo con una bella saponetta, il bagnoschiuma con le confezioni ricarica. (vorrei provare un bel sapone corpo con una bella spunta eco, saranno i prossimi acquisti appena termino le mie ricariche!) 

Parlando di shampoo invece la questione è un po’ complicata, io mi ero fatta mille problemi, come si usano, ma lavano veramente, io che ho una cute sensibile troverò mai uno shampoo buono. E dopo queste incertezze ho provato ed è stata una rivoluzione, niente più flaconi in doccia. Alternativa dell’alternativa, provata e amata, solo le polveri lavanti come il ghassoul, argilla saponifera che i miei capelli amano alla follia. 

Queste sono le piccole abitudini beauty che ho cambiato per aiutare l’ambiente. Sono state le prime cose che ho cambiato e che mi ha fatto capire che potevo cambiare il mio stile di vita aiutando l’ambiente.

Spero che vi piaccia questo post, e che possa aiutare anche voi a capire quanto è importante le azioni quotidiane di ognuno di noi.

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