1 di 12 DONNE – NATALIA GINZBURG

Buon salve bellini oggi nuovo progetto, come vi avevo anticipato nell’Editoriale, 1 di 12 donne, sono ritratti di figure femminili che vorrei evidenziare nell’arco di quest’anno. Oggi parliamo di Natalia Ginzburg!!

Natalia Ginzburg, nasce a Palermo nel 1916, da padre ebreo (Levi), è la quinta figlia di una famiglia intellettuale molto prestigiosa. Morirà a Roma nel 1991. Trascorre buona parte della sua vita a Torino, nella città culturale fulcro delle rivolte antifasciste.

Porta il cognome del primo marito, Leone Ginzburg, un fervente antifascista, morto in carcere a causa delle torture subite. Lui prima di morire le lasciò una lettera con l’incitamento a perseguire gli obiettivi che le aveva cercato di insegnare. Continuare a scrivere per liberare la sua vena creativa, cercare un modo per rimanere in contatto con le persone (continuò la carriera politica del marito), di essere coraggiosa.

Ho scoperto questa figura femminile grazie ad un esame universitario, la professoressa ci ha proposto alcuni sui testi e una biografia, La corsara, ritratto di Natalia Ginzburg di Sandra Petrignani. Vi consiglio vivamente di leggerla, perché è una biografia che ricostruisce la vita di Natalia riportandola nella nostra attualità. Ci aiuta a leggere in chiave critica il suo operato sia quello da scrittrice che quello da giornalista.

Natalia Ginzburg fu una scrittrice di successo. Una collaboratrice molto rispettata della casa editrice Einaudi. Una giornalista con uno stile secco e tagliente. Una commediografa acuta e brillante. Una donna culturale a tutto tondo che mi ha incantato con il suo carattere autoritario e ironico.

Sono rimasta affascinata da questa donna, una donna che ha subito lutti importanti, affrontato difficoltà familiari e vissuto in un periodo storico molto critico, senza però lasciarsi mai abbattere totalmente.

La sua opera più importante è senza dubbio Lessico Famigliare, premio strega nel 1963. Un racconto autobiografico della sua famiglia, un diario fatto da collage di ricordi. In cui leggiamo il suo vissuto, la sua voce è quella di una donna adulta ma che ricorda la bambina che è stata.

Lessico Famigliare è un libro unico. Mi ha conquistato con il suo stile asciutto, giornalistico. Lei ci racconta momenti anche difficili con una straordinaria freddezza ma senza mancare mai di emozionare.

Sono molte le sue opere letterarie che andrebbero lette e conosciute e tra queste senza dubbio vi rientra anche Caro Michele, un romanzo semi-epistolare del 1973. Ricco di molte sue tematiche, dalla famiglia all’omosessualità, che ci apre alla visione che Natalia aveva del mondo di allora.

Per quanto riguarda invece il suo lavoro giornalistico vi consiglio vivamente di leggere Mai devi domandarmi, una raccolta di suoi articoli in cui esce forse l’essenza più pura di Natalia.

Natalia conquista per il suo stile, per le sue idee sempre anticonformiste, per la sua immancabile femminilità, che però riusciva solo a vedere Italo Calvino.

Sono rimasta stregata da una donna che è riuscita a portare avanti il suo lavoro, in tre ambiti diversi e la sua famiglia, sempre rimanendo se stessa, senza perdere un grammo della sua essenza.

Leggete La corsara che vi presenterà una donna che ha sempre vestito i panni degli uomini con eleganza e femminilità, perché anch’io come Calvino ho visto in lei una femminilità urlata in tutti i suoi scritti.

Voi avete mai letto niente di Natalia? Conoscevate questo personaggio letterario?

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